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    Summer Drop: Come i brand fanno marketing ad agosto

    Di Paola   |  

    Luglio 17, 2025   |  

    Orange Blog   |  

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    Summer Drop: Come i brand fanno marketing ad agosto

    Un’estate che comunica (anche quando tutto si ferma)

    Ad agosto molti si prendono una pausa. Le agenzie rallentano, i professionisti staccano, i clienti sono in ferie. Ma i brand intelligenti non scompaiono. Restano presenti, anche in modo discreto, e spesso colpiscono di più proprio perché lo fanno nel momento in cui nessuno se lo aspetta. In questo scenario nasce una strategia precisa: il summer drop.

    Con summer drop si intende un lancio (di prodotto, di collezione, di contenuto) pensato appositamente per il periodo estivo. Non si tratta solo di promozioni, ma di azioni mirate, curate e coordinate che sfruttano il contesto stagionale per posizionare il brand in modo strategico. In un feed più vuoto, anche un piccolo gesto risalta di più.

    Perché il summer drop funziona (anche se sembra controintuitivo)

    L’estate è vista da molti come un periodo di pausa anche per la comunicazione. Ma proprio questo silenzio offre un vantaggio: meno rumore, meno concorrenza, più attenzione da parte di chi resta online. Gli utenti scrollano, cercano contenuti leggeri, visivi, emozionali.

    Il summer drop funziona perché si inserisce in questo flusso con delicatezza ma decisione. I brand non invadono, ma sorprendono. Come quando, passeggiando sulla spiaggia, trovi un oggetto interessante tra la sabbia. Non lo cercavi, ma lo noti subito.

    Un esempio efficace è la campagna di Zalando del 2024, che ha parlato di sport inclusivo con il claim “Il meglio deve venire”. In un’estate piena di eventi sportivi, il brand ha scelto di lanciare un messaggio motivazionale, ben lontano dalle performance da podio. Il tono era ispirazionale, le immagini pulite, la narrazione umana. Risultato: un summer drop perfettamente allineato al mood della stagione.

    Contenuti che evocano, non che vendono

    Chi comunica ad agosto deve cambiare ritmo. Le persone non vogliono essere bombardate da call to action aggressive. Cercano ispirazione, leggerezza, connessione emotiva. Ecco perché i summer drop più efficaci non sono quelli che urlano, ma quelli che suggeriscono.

    Airbnb, ad esempio, ha costruito una newsletter incentrata sul sogno della vacanza. Immagini evocative, testi minimi, ma carichi di desiderio. L’invito a viaggiare era implicito, non diretto. Ed era proprio questo il punto di forza: la comunicazione lasciava spazio all’immaginazione.

    In modo simile, Artful Home ha puntato tutto sulla forza visiva del tramonto. Nessuna promo aggressiva, solo un’atmosfera estiva che sembrava uscita da un dipinto. I prodotti c’erano, ma sembravano secondari rispetto alla sensazione trasmessa. Anche qui, un summer drop capace di emozionare prima ancora di vendere.

    Community, valori, partecipazione: il lato umano del brand

    L’estate è anche tempo di comunità, di eventi, di incontro. Alcuni brand lo hanno capito e costruiscono i propri summer drop come momenti di relazione, più che di promozione.

    Kindred Motorworks ha lanciato una newsletter che sembrava un diario di bordo. Mostrava le tappe estive del brand come se fossero appuntamenti tra amici. Nessuna pressione all’acquisto, solo un invito a esserci. Una comunicazione che punta a creare connessione, riconoscimento, senso di appartenenza.

    Anche Estathé ha scelto di parlare alla community più giovane con una testimonial coerente (Annalisa) e una campagna che unisce gusto e libertà di espressione. Il tono era inclusivo, fresco, diretto. Il prodotto era presente, ma al servizio di un messaggio più grande: esprimi chi sei, anche in estate.

    In questi esempi, il summer drop diventa un pretesto per rafforzare il legame tra brand e pubblico. E quando c’è relazione, c’è anche conversione.

    Design visivo e storytelling: i due assi del summer drop

    Per funzionare, un summer drop deve essere riconoscibile al primo sguardo. Le immagini devono evocare la stagione, la freschezza, il relax. Il testo deve adattarsi a questo tono, diventare più breve, più evocativo, più visivo. Chi comunica d’estate non deve spiegare troppo, ma suggerire il giusto.

    Olipop ha creato una campagna dai colori fruttati, quasi commestibili, per il suo gusto Watermelon Lime. Il design faceva venire sete al primo scroll. Il layout a colonna singola garantiva una perfetta leggibilità mobile, aspetto spesso trascurato nei mesi estivi.

    My 1st Years ha invece puntato su un immaginario infantile e balneare. Ogni prodotto sembrava parte di un album di ricordi. Il design aveva una coerenza visiva precisa, ma anche una narrazione sottile: regalare un’estate da ricordare.

    In entrambi i casi, il summer drop non era solo estetica. Era un racconto costruito con cura, capace di guidare lo sguardo e risvegliare un’emozione.

    Strategia e visione: dietro ogni contenuto estivo c’è un piano

    Il rischio più grande del comunicare ad agosto è l’improvvisazione. I contenuti sembrano leggeri, ma funzionano solo se inseriti in una strategia più ampia. Anche un post in costume può raccontare un valore aziendale, se inserito nel giusto contesto.

    Il summer drop ha successo quando è parte di una visione. Quando l’identità del brand rimane chiara, anche se declinata in chiave stagionale. Quando la coerenza vince sulla fretta. Quando l’estate non è solo un tema, ma un linguaggio.

    Coca Cola lo ha fatto con #TheRitualCup, una campagna estiva per gli Europei 2024. Il prodotto era sempre presente, ma la narrazione era costruita attorno ai riti dei tifosi. Il vero protagonista era il pubblico. Il brand, ancora una volta, faceva da collante emotivo.

    Un summer drop ben riuscito non si limita a cavalcare l’estate. La interpreta, la valorizza, la trasforma in un’occasione per comunicare meglio. In un periodo in cui molti tacciono, chi sa parlare con intelligenza può davvero farsi notare.

    C’è qualche summer drop che ti è rimasto impresso? O forse ne vorresti progettare uno?

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