Crowdfunding: diffusione della campagna

Di Paola   |  

Luglio 15, 2023   |  

Orange Blog   |  

Nessun commento

Home / Orange Blog / Crowdfunding: diffusione della campagna

Crowdfunding: diffusione della campagna

Come diffondere una campagna di crowdfunding

Negli articoli precedenti abbiamo preso in esame tutti gli aspetti del crowdfunding. Se non li hai letti, puoi recuperarli qui:

A questo punto il nostro progetto è stato accettato dalla piattaforma, abbiamo il materiale quindi non ci resta che diffonderla.

Pianificare la diffusione

La diffusione di una campagna non è una cosa che può essere improvvisata con delle semplici sponsorizzazioni ma va pianificata in anticipo. 

Innanzitutto dobbiamo chiederci:

  • Che tipo di prodotto/servizio stiamo lanciando?
  • A chi potrebbe interessare?
  • Su quale social sono più influente?
  • Cosa voglio raccontare?
  • E’ necessario che mi rivolga a influencer o ambassador?
  • Che budget ho a disposizione per eventuali advertising?
  • Su quali canali offline posso puntare?

È importante capire se il nostro prodotto o servizio è di “largo consumo” oppure parliamo di qualcosa molto settoriale questo ci consentirà di stabilire quali canali scegliere e che tono di voce usare.

Il target

Chi è il nostro target di riferimento? Ci rivolgiamo a professionisti o alla massa? Che abitudini ha il mio compratore ideale? In che modo il mio prodotto o servizio può essergli utile? In altre parole a quale loro bisogno sto rispondendo? Analizzato il target la nostra comunicazione sarà mirata e risulterà maggiormente efficace.

La piattaforma e la community

Nel diffondere una campagna di crowdfunding è opportuno partire dalla piattaforma su cui abbiamo più seguito perché è fondamentale per attivare una community disposta, non solo a seguirci anche su altri canali, ma a sostenere la nostra idea sia da un punto di vista economico che di diffusione della nostra campagna tramite il più infallibile dei metodi: il passaparola!

Occorre saper coinvolgere il pubblico trasferendo la nostra idea, raccontando i nostri sogni e creando suspense intorno al prodotto/servizio per instillare nelle menti delle persone la curiosità e riuscire a indurre potenzialmente un bisogno che noi siamo in grado di soddisfare.

I diversi social

Se parliamo di social tipo Facebook o Instagram sarà necessario creare delle pagine/profili con il nome del prodotto. Dovremo costruire advertising tradizionali e valutare la collaborazione con influencer o ambassador: questi contribuirebbero ad allargare la divulgazione della campagna anche ai loro followers, incrementando così il numero di potenziali investitori. Una buona abitudine è creare contenuti interattivi per captare in tempo reale il gradimento della gente. Altra buona norma è diversificare i contenuti a seconda delle piattaforme: su Facebook e Instagram utilizzeremo generalmente contenuti video e storie, mentre su LinkedIn e Twitter punteremo sui contenuti testuali informativi. Un consiglio utile potrebbe essere quello di creare un hashtag apposito per la campagna perché ci consentirà di gestire meglio i contenuti e monitorare chi e come parla dell’argomento, dunque avere un rapporto attendibile in merito.

La stampa

Per quel che riguarda la stampa tradizionale, qualora fosse necessaria, sarebbe opportuno suddividere gli articoli in due archi temporali: Un primo in cui facciamo parlare di noi, delle nostre competenze e del nostro progetto, un secondo in cui tutta l’attenzione virerà su quest’ultimo.

Ovviamente se il passaparola non ha alcun costo le sponsorizzazioni e gli influencer si, pertanto è buona norma stanziare anzitempo un budget adeguato per far fronte a questo investimento, idem per eventuali articoli di giornale qualora scegliessimo di rivolgerci alla stampa.

Lo storytelling

Come abbiamo visto negli articoli precedenti serve uno storytelling ben pensato fatto di video, foto e racconti che sia in grado di attrarre, catturare e emozionare. Si, emozionare! Alla fine gli altri non si rispecchiano nei dati analitici, che ci devono essere naturalmente per suffragare la validità del nostro progetto, ma il vero catalizzatore di consensi sono le emozioni poiché innescano un processo di scelta empatico e più istintivo nella mente di tutti noi.

Ora che abbiamo visto come diffondere una campagna di crowdfunding, siamo giunti alla conclusione di questo macro excursus sull’argomento e speriamo di esservi stati utili!

    Nome:

    Cognome:

    La tua email

    (obbligatorio)
    Ho letto ed accettato la Privacy Policy (obbligatorio)

    Ti sei perso gli altri articoli della nostra guida al crowdfunding? Recupera tutto qui!

    Che cos’è il crowdfunding e a chi è utile?

    Presentazione del tuo progetto

    Crowdfunding basato sulla ricompensa, come funziona

    I limiti del crowdfunding

    Condividi :-